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POLEMICHE sui CONTRIBUTI alle CHIESE

Fa discutere il finanziamento alle parrocchie da parte del Comune. Non è in discussione il fatto che l’Amministrazione eroghi un contributo per i lavori delle varie chiese, ma piuttosto il fatto che i parroco non trovino un accordo per far ruotare la somma annuale. In sintesi, il sindaco aveva chiesto che i sacerdoti si mettessero d’accordo per fare in modo che i soldi del Comune andassero ad una parrocchia. Così facendo, la somma a destinata non sarebbe stata frammentata e sarebbe stata più utile. L’anno successivo un’altra parrocchia, a turno, avrebbe beneficiato dell’intero contributo. Essendo mancato l’accordo fra parroci, invece, alle chiese sono arrivati circa 7 mila euro ciascuna, ma bisogna considerare che sono rimaste a bocca asciutta le comunità del Duomo e di Rozzampia. La deliberazione è avvenuta al termine di un acceso dibattito.
«Avevamo chiesto ai cinque sacerdoti di mettersi d´accordo – ha spiegato Giampietro Marsetti, consigliere di maggioranza – per avvicendarsi nella richiesta di contributo in modo da poter destinare i soldi a una o due chiese al massimo. Mi auguro che per l´anno prossimo arrivino a un compromesso; nel frattempo, ritengo che questa ripartizione dei fondi sia la più corretta, anche perché premia chi investe sul risparmio energetico».
«Non ritengo giusto che l´anno prossimo le parrocchie debbano mettersi d´accordo – ha replicato Alessia Gamba, capogruppo del Movimento 5 Stelle – perché penso che debba essere il Comune a decidere quali progetti siano da finanziare, seguendo anche lo spirito dell´Amministrazione». Per la Busetti, della Lega, è il Comune che deve gestire le scelte, senza pretendere che le parrocchie si accollino tale onere.
«Non ritengo giusto che l´anno prossimo le parrocchie debbano mettersi d´accordo – ha replicato Alessia Gamba, capogruppo del Movimento 5 Stelle – perché penso che debba essere il Comune a decidere quali progetti siano da finanziare, seguendo anche lo spirito dell´Amministrazione». Per la Busetti, della Lega, è il Comune che deve gestire le scelte, senza pretendere che le parrocchie si accollino tale onere.