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Unità e “Disunità”

La festa dell’Unità d’Italia è alle spalle, ma non le polemiche che essa ha scatenato a Thiene. La diversa interpretazione data al valore della giornata, infatti, ha provocato una spaccatura fra massima istituzione cittadina (sindaco) e città, o meglio quella parte che riconosce il valore dell’identità nazionale. Com’è noto, nè il primo cittadino, nè un rappresentante della Giunta, nè un consigliere della maggioranza leghista hanno presenziato all’alzabandiera davanti al Municipio. L’Istituzione è stata rappresentata da alcuni consiglieri di minoranza, che invece hanno aderito alle iniziative per l’Unità d’Italia. Il comportamento della Lega thienese è stato quello di altre amministrazioni del Carroccio, per la verità; dettato da ragioni, per così di dire, di scuderia e giustificato con frasi del tipo: “L’Unità si festeggia lavorando”, “Non è con le cerimonie che si dimostra l’amor di Patria” “Meglio pensare ai problemi reali del Paese piuttosto che spendere soldi in feste”. Tutti concetti che possono essere condivisi, specie l’ultimo. Ma c’è in tutto questo un aspetto che non può essere sottovalutato: Che piaccia o no, la festa per i 150° dell’Unità d’Italia ha un valore istituzionale. E’ stata decisa dal Consiglio dei Ministri, ha ricevuto il pieno appoggio del Capo dello Stato, che è la massima istituzione del Paese. Non è la sagra della polenta è baccalà e nemmeno la rievocazione storica. Ecco, dunque, che di fronte ad una chiamata così simbolicamente importante come l’onore alla bandiera, il sindaco avrebbe dovuto essere presente. Non è retorica, è semplice senso di responsabilità nei confronti di una città, che non è solo leghista, e soprattutto non è di destra o di sinistra, ma è una città dell’Italia. Piaccia o no, è parte di questo Paese e delle sue Istituzioni. Com’era parte di questo Paese il giovane Matteo Miotto, morto in Afghanistan, al quale la Busetti ha decretato i più alti onori, concedendo la sepoltura fra i caduti di guerra. Miotto, prima di morire, si fece fotografare con la bandiera tricolore, non con quella del regno Lombardo-Veneto.