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La storia della bici in Basilica

C’è tempo fino al 23 maggio per visitare la mostra “Pedalando tra la storia e l’arte: Bici d’epoca e storia del ciclismo”.
L’esposizione rimarrà aperta dalle  dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30).  Anche la terrazza e il loggiato superiore della Basilica Palladiana osserveranno lo stesso orario e saranno accessibili gratuitamente fino al 23 maggio. La mostra “Pedalando tra la storia e l’arte: Bici d’epoca e storia del ciclismo” si potrà visitare acquistando il biglietto: adulti 5 euro; giovani sotto i 15 anni: 2 euro. Ingresso gratuito: scolaresche ed insegnanti accompagnatori delle scuole dell’infanzia e primarie; ragazzi iscritti ai centri estivi del Comune di Vicenza (con ricevuta d’iscrizione). La mostra, curata dal Comitato Tappa Vicenza 2013 insieme al Comune di Vicenza, con il coordinamento di Gabriele Viale e la collaborazione dei collezionisti di bici d’epoca Luigino Cenzi e Loris Pasquale e del giornalista vicentino Mauro Dalla Pozza, abbina sport, storia e arte attraverso un percorso a tema che presenta l’evoluzione della bicicletta e l’ingegno dei progettisti che l’hanno resa sempre più perfetta. Sono 50 i pezzi unici esposti, tutti di particolare pregio storico, dal prototipo mondiale di velocipide del 1791 alle prime applicazioni di ruote sterzanti che daranno origine ai modelli di biciclette denominati “Draisine” (1817) dal nome dell’inventore tedesco Barone Karl Friedrich Drais, fino ai pedali applicati alla ruota anteriore (1865) introdotti dai fratelli francesi Michaudix, da cui il nome dei modelli “Michaidina”. L’immersione nella storia prosegue con gli affascinanti modelli dalle grandi ruote anteriori dell’inglese James Starley (1870), con l’invenzione, nel 1877, della trasmissione a catena del francese Rousseou e con il copertone tubolare introdotto dal veterinario scozzese John Boid Dunlop nel 1888. Di particolare pregio meccanico sono alcuni tricicli di fine ‘800 con il differenziale applicato alle ruote posteriori, invenzione adattata poi alle auto. In mostra, inoltre, sono presenti le prime bici da competizione usate nel Tour de France del 1903 e nel Giro d’Italia del 1909, i primi cambi da corsa e i modelli della storica era di Coppi, Bartali e Basso.