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ABORTI in DIMINUZIONE: merito del Consultorio

Meno aborti nel terriorio dell’Ulss 4. Dai dati rilevati dal controllo di gestione dell’azienda sanitaria, nel 2012 sono stati effettuati presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia complessivamente 248 interventi di interruzioni volontarie di gravidanza, contro i 320 del 2005.  Se si prendono in considerazione solo le IVG di donne residenti nell’ULSS 4 e gli interventi fatti dalle stesse fuori ULSS, il numero di aborti risulta ancora più basso: 199 nel 2012 contro i 238 del 2005.
Dal vertice osservativo degli Operatori dei Consultori familiari, servizio deputato ad accogliere le donne richiedenti IVG, si rileva che il ricorso alla interruzione volontaria di gravidanza avviene sempre più come estrema ratio rispetto ad una maternità difficile o impossibile da portare avanti. Come sta diventando molto meno frequente il fenomeno delle IVG ripetute ed aumentano invece gli accessi dopo IVG per i controlli del caso e per instaurare una corretta, sicura e serena scelta anticoncezionale.
Il lavoro di consulenza, sostegno, accompagnamento che viene messo in campo sistematicamente dai professionisti contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questi risultati che non rappresentano altro che una giusta applicazione della legge 194/78.
La complessità nel gestire l’incontro con la donna che si trova a vivere questa delicata problematica è relativa all’impatto con le diverse culture di provenienza, con la lingua, con le difficoltà economiche, con l’incertezza della scelta e la possibilità di esprimere correttamente ansie, emozioni, preoccupazioni.
Gli strumenti che gli operatori adottano per supportare la donna in questo difficilissimo momento sono la capacità di ascolto, l’empatia, l’assenza di giudizio, il rispetto della cornice normativa e la corretta informazione sugli aiuti possibili attivando, quindi, un percorso di rete con altri servizi. giusta applicazione della legge 194/78.
La complessità nel gestire l’incontro con la donna che si trova a vivere questa delicata problematica è relativa all’impatto con le diverse culture di provenienza, con la lingua, con le difficoltà economiche, con l’incertezza della scelta e la possibilità di esprimere correttamente ansie, emozioni, preoccupazioni.
Gli strumenti che gli operatori adottano per supportare la donna in questo difficilissimo momento sono la capacità di ascolto, l’empatia, l’assenza di giudizio, il rispetto della cornice normativa e la corretta informazione sugli aiuti possibili attivando, quindi, un percorso di rete con altri servizi.