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Silicon Klaun

Premessa

La maggior parte di noi è alla prima esperienza di volontariato in Romania, un paese ferito dove ancora si percepisce il peso dell’eredità della terribile dittatura di Ceausescu: gravissimo è il livello di degrado sociale in cui vive parte consistente della popolazione, pessime sono le condizioni di infrastrutture, edilizia e mezzi di trasporto.

Uno dei più grandi problemi è che la gente ha perso punti di riferimento: gli adulti sono senza dignità, non hanno fiducia, hanno perso sogni e speranze e spesso si rifugiano nell’alcool.

Chi ha figli non ha i mezzi ne’ forse l’entusiasmo necessari per crescerli, così molti vengono abbandonati e finiscono negli orfanotrofi-lager, altri scappano da casa e scelgono di vivere in strada tentando di sfuggire alla violenza domestica (spesso firmando la loro condanna a sottomettersi ad altri soprusi, per esempio divenendo vittime di pedofili), quelli che restano in famiglia spesso subiscono in silenzio maltrattamenti e abusi. Molti bambini romeni sembrano destinati ad essere risucchiati, in un modo o nell’altro, in questo vortice di indicibile violenza.

Manca la cultura del buon senso, del rispetto e della crescita di tanti piccoli che rappresentano il futuro di questo paese, e riteniamo che nessuno di noi possa rimanere impassibile di fronte ad un dramma così grande: se non si aiutano i propri figli si crea una nazione destinata a non avere alcun futuro.

Il nostro viaggio

Vogliamo provare a descrivere con le parole questa “missione speciale” cominciata l’8 giugno 2011 quando siamo partiti con destinazione Râmnicu Vâlcea, centro con oltre 100.000 abitanti che dista poco meno di 200 km da Bucarest.

Non sappiamo bene cosa aspettarci da questa esperienza, durante il viaggio sembriamo all’apparenza tutti entusiasti ma alcuni di noi cercano di mascherare i propri timori, abbiamo paura di incontrare miseria, tristezza, povertà e desolazione e di non riuscire in una tale situazione a rapportarci con quei bambini costretti dal destino a crescere troppo in fretta. Riusciremo a donare loro un po’ di spensieratezza, saremo capaci di regalare a tutti quegli angeli un po’ dell’infanzia che gli è stata rubata?

Una volta raggiunta la meta, non c’è più tempo per pensare. Il nostro primo incontro avviene con i piccoli di una scuola elementare..ci stanno aspettando in cortile ordinati e composti, ma quando vedono arrivare il nostro pulmino non riescono a trattenere urla di gioia. Subito ci accorgiamo di quanto fossero infondati i nostri dubbi e in un attimo tutto si trasforma in una festa: colori, giochi, fantasia, abbracci, carezze, sorrisi…