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Dopo anni di assenza rinasce la gloriosa squadra di calcio della città di Thiene

Si inaugura oggi, dopo anni di assenza, il processo di rinascita del calcio thienese, relegato finora a marchi non più targati “CALCIO THIENE 1908” , ma eclissati in altre società dai nomi più disparati. Le pause accertate a quei gloriosi 100 anni di storia, sono state originate esclusivamente dalla 1^ e dalla 2^ guerra mondiale; circostanze di assoluta delicatezza e drammaticità.

Tanti i giovani cresciuti nel settore giovanile e approdati a società professionistiche che hanno calpestato il terreno del Miotto: Oriani, Rosa, Moro, Busin, Mosele, Foscarini, Monti, Piccoli, Pozzan, Chiumento, Fabris, Sardei, Rigoni, Dal Bosco …. La mitica bandiera rossonera non poteva e non doveva essere ammainata, non senza un tentativo immane di mediazione all’interno delle compagini calcistiche cittadine. Quel vessillo avrà ora la possibilità di sventolare, perché è parte integrante dell’orgoglio cittadino. L’Assessorato allo Sport, Giampi Michelusi, prima di tutto ci ha creduto, ma soprattutto ha agito dal primo giorno del proprio insediamento affinché le società Toniolo, Rozzampia, Robur, Fulgor, San Sebastiano, finalmente si ritrovassero a dialogare per far risorgere i colori del THIENE. La nuova squadra A.S.D. THIENE CALCIO è ora una bella realtà, coniata per il momento da Robur e San Sebastiano, ma che non esclude in futuro l’entrata di altre organizzazioni. Si partirà dalla terza  categoria, ma ci saranno anche allievi e giovanissimi a ridare slancio e autorevolezza al progetto. Un disegno che non prevede per ora ambizioni di livello, ma che riporta questo sport alla base di tutti i valori fondamentali quali: lealtà, tenacia, rispetto delle regole, fratellanza, spirito di sacrificio, coerenza, costanza, gioco di squadra.

“Sono orgoglioso – precisa Giampi Michelusi, Assessore allo Sport – di aver riportato nuovamente il baricentro del calcio allo stadio Miotto, grazie ad una squadra finalmente tutta thienese; non pretendo nulla, si parte dal basso con grandissimo impegno, questa è la mia personale idea di sport e tale deve essere lo spirito che desidero trasmettere alle società sportive. Tutto deve essere legato a un concetto di volontariato piuttosto che a una condotta imprenditoriale; non dimentichiamo che la priorità è togliere i ragazzi dalla strada e da tutte le insidie collegate”.

Oltre al calcio, lo stadio Miotto ospiterà anche il Rugby, quest’anno impossibilitato a giocare nel campo di via Tevere, non più omologato per gli under 16 – 18 – 20 – 23. Una soluzione studiata attentamente a tavolino, che garantisce la pratica sportiva ad altri 168 ragazzi.