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CAVA VIANELLE: ‘Questione morale’. Depositato ricorso al Capo dello Stato

Cava Vianelle: detto fatto. Le amministrazioni comunali di Thiene e Marano hanno mantenuto fede alla parola e hanno depositato il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Nel provvedimento è chiesto l’annullamento, previa sospensione, del decreto con cui il 20 aprile 2012, la Provincia di Vicenza rilasciava alla società Servizi srl di Montecchio Precalcino la nuova autorizzazione all’esercizio di inerti con modifica ed estensione della tipologia dei rifiuti conferibili nella cava. Nel frattempo, altri comuni, ben 19, hanno espresso la propria solidarietà alle amministrazioni, che si stanno facendo portavoci delle istanze dei numerosi cittadini che chiedono attenzione sulla cava Vianelle. ‘Abbiamo ricevuto il sostegno di altri sindaci, che ci stanno appoggiando in questa battaglia – hanno spiegato durante una conferenza stampa , i primi cittadini di Thiene e Marano, Gianni Casarotto e Piera Moro – c’è in ballo la salute dei cittadini. Per noi amministratori è una questione etica e morale, che ci spinge a mantenere altissima l’attenzione sulla cava Vianelle’. Presente alla tavola rotonda al municipio thienese, anche l’assessore Francesco Luca, che si è intestato la battaglia assieme al collega Andrea Zorzan. I due assessori sono decisi ad andare fino in fondo.  Il problema della salvaguardia della falda acquifera dell’Alto Vicentino riguarda un bacino di utenza di circa 7-800 mila abitanti. Un lavoro intercomunale importante, quello attivato dai sindaci Piera Moro e Gianni Casarotto , che hanno detto chiaramente che non intendono fermarsi alla sola presentazione del ricorso al Capo dello Stato. Quello rappresenta solo un primo passo. Le due amministrazioni, con il supporto ufficiale di altri 19 comuni del vicentino e del padovano intendono affrontare alla radice il problema delle cave: ‘Lobiettivo è un disegno di legge per l’approvazione in tempi brevi, di una norma nazionale che preveda l’impossibilità di autorizzare discariche sopra zone di ricarica delle risorgive – hanno spiegato i tre amministratori – .’

Stiamo lavorando per assicurare il bene prezioso della nostra acqua anche alle generazioni future. Abbiamo in questo senso un obbligo morale che ci induce a fare tutto quello che è possibile per preservare dall’inquinamento la falda del territorio. Talvolta non basta la semplice applicazione della legge, ma occorre modificare anche il testo normativo perché la tutela del territorio sia reale’.

‘ E’ in corso, tra l’altro, già da un paio di settimane, una raccolta firme promossa dai cittadini di Marano riuniti nel Movimento Salvaguardia Ambiente.La raccolta di firme – ha detto Piera Moro, – ci aiuta ad essere in contatto con i cittadini. Il nostro non è un atto di protesta contro qualcuno, ma un lavorare tutti insieme per la tutela di un bene primario da proteggere nell’interesse comune. In una discarica così grande, infatti,– ha concluso il primo cittadino di Marano – l’eventuale danno sarebbe irreversibile, perché non sarebbe possibile intervenire con nessun piano di emergenza’.

Natalia Bandiera

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