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Busetti, sconfitta pesante

Maria Rita Busetti ha accolto la sconfitta con una certa amarezza. Comprensibile del resto.

Il divario rispetto al suo diretto concorrente è stato pesante e probabilmente il sindaco leghista non si aspettava una debacle simile.

Che le cose non stessero andando bene lo si era capito già dal primo turno perché quel 17 per cento in meno aveva già delineato quello che avrebbe potuto essere il quadro dopo il ballottaggio. Così, nei quindici giorni successivi alla prima tornata, Busetti e la sua squadra avevano iniziato una campagna forte, fatta di lettere inviate ai cittadini, attacchi più o meno velati alla coalizione di Casarotto. Un segno di debolezza, per alcuni, il tentativo disperato di riemergere per altri.

Fatto sta che il risultato non è arrivato, nonostante in città, fra primo e secondo turno, sia arrivato tutto lo stato maggiore leghista, compreso l’indagato Bossi. Di sicuro, lo scandalo che ha coinvolto la Lega non aiutato la Busetti.

Ne sono convinti la Dal lago e Finozzi. Ne è convinto anche il sostenitore thienese Roberto Frau, mentre è apparso più distaccato Attilio Schneck, che ha attribuito la sconfitta più a colpe personali che di partito.

Ora la Busetti continuerà la sua attività politica. “Ho smesso i panni dell’amministratore, ma sono ancora impegnata con la segreteria della Lega -ha detto-.

Ho ancora molto da fare. Mi dispiace che i thienesi non abbiano capito la differenza fra il politico e l’amministratore. Se l’avessero intesa forse mi avrebbero dato più fiducia.

Invece ho la netta impressione che gli elettori si siano fatti influenzare troppo da quello che è successo a livello nazionale. Pazienza, accetto la sconfitta, anche se un po’ sono delusa. E’ chiaro”.